Mercoledì 17 gennaio

Mercoledì 17 gennaio alle ore 17.30 nella chiesa di San Rocco celebreremo la memoria di Sant’Antonio abate e concluderemo la celebrazione eucaristica con la benedizione e distribuzione del pane (la messa feriale delle 17.30 in Duomo non verrà celebrata) e il tradizionale canto della Pasquella.

Domenica 21 gennaio alle ore 11.00 verrà celebrata la  messa in Duomo e alle 12.00, circa, in piazza A. Condivi si svolgerà la benedizione degli animali.

 

Per approfondire…

Dalla liturgia delle ore del 17 gennaio, memoria di Sant’Antonio, abate

Insigne padre del monachesimo, nacque circa l’anno 250. Dopo la morte dei genitori distribuì i suoi averi ai poveri, si ritirò nel deserto e lì cominciò la sua vita di penitente. Ebbe molti discepoli e molto lavorò per la Chiesa, sostenendo i martiri nella persecuzione di Diocleziano e aiutando sant’Atanasio nella lotta contro gli ariani. Morì nell’anno 356.

 

Dalla «Vita di sant’Antonio» scritta da sant’Atanasio vescovo

Dopo la morte dei genitori, lasciato solo con la sorella ancora molto piccola, Antonio, all’età di diciotto o vent’anni, si prese cura della casa e della sorella. Non erano ancora trascorsi sei mesi dalla morte dei genitori, quando un giorno, mentre si recava, com’era sua abitudine, alla celebrazione eucaristica, andava riflettendo sulla ragione che aveva indotto gli apostoli a seguire il Salvatore, dopo aver abbandonato ogni cosa. Richiamava alla mente quegli uomini, di cui si parla negli Atti degli Apostoli, che, venduti i loro beni, ne portarono il ricavato ai piedi degli apostoli, perché venissero distribuiti ai poveri. Pensava inoltre quali e quanti erano i beni che essi speravano di conseguire in cielo.

Meditando su queste cose entrò in chiesa, proprio mentre si leggeva il vangelo e sentì che il Signore aveva detto a quel ricco: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi e avrai un tesoro nei cieli» (Mt 19, 21).

Allora Antonio, come se il racconto della vita dei santi gli fosse stato presentato dalla Provvidenza e quelle parole fossero state lette proprio per lui, uscì subito dalla chiesa, diede in dono agli abitanti del paese le proprietà che aveva ereditato dalla sua famiglia – possedeva infatti trecento campi molto fertili e ameni – perché non fossero motivo di affanno per sé e per la sorella. Vendette anche tutti i beni mobili e distribuì ai poveri la forte somma di denaro ricavata, riservandone solo una piccola parte per la sorella.

Partecipando un’altra volta all’assemblea liturgica, sentì le parole che il Signore dice nel vangelo: «Non vi angustiate per il domani» (Mt 6, 34). Non potendo resistere più a lungo, uscì di nuovo e donò anche ciò che gli era ancora rimasto. Affidò la sorella alle vergini consacrate a Dio e poi egli stesso si dedicò nei pressi della sua casa alla vita ascetica, e cominciò a condurre con fortezza una vita aspra, senza nulla concedere a se stesso.

Egli lavorava con le proprie mani: infatti aveva sentito proclamare: «Chi non vuol lavorare, neppure mangi» (2Ts 3, 10). Con una parte del denaro guadagnato comperava il pane per sé, mentre il resto lo donava ai poveri.

Trascorreva molto tempo in preghiera, poiché aveva imparato che bisognava ritirarsi e pregare continuamente (cfr. 1Ts 5, 17). Era così attento alla lettura, che non gli sfuggiva nulla di quanto era scritto, ma conservava nell’animo ogni cosa al punto che la memoria finì per sostituire i libri. Tutti gli abitanti del paese e gli uomini giusti, della cui bontà si valeva, scorgendo un tale uomo lo chiamavano amico di Dio e alcuni lo amavano come un figlio, altri come un fratello.

 

Perché è patrono degli animali…

«Lo sviluppo del culto popolare di Antonio in Occidente, fu dovuto probabilmente alla sua fama di guaritore dall’herpes zoster, o fuoco di sant’Antonio, affezione che colpisce le cellule nervose e si manifesta con fenomeni epidermici localizzati lungo il decorso dei nervi. Risultando inefficaci tutti i rimedi, i malati si recavano alla chiesa di Saint-Antoine de Viennois, in cui erano conservate le reliquie di Antonio, e per accoglierli si rese necessaria la costruzione di un ospedale e la formazione di una confraternita di religiosi, per assisterli. Ebbe così origine l’Ordine ospedaliero degli Antoniani, che prese come sua insegna la gruccia a forma di T, tradizionale attributo di Antonio.

Per assicurare, almeno in parte, la sussistenza dell’ospedale, è probabile che i religiosi allevassero dei maiali, che vagavano per le vie, mantenuti dalla carità pubblica. A un certo punto, però, si rese necessario eliminare la circolazione degli animali all’interno degli abitati, ma un’eccezione fu fatta per i maiali degli ospedali antoniani, che però dovevano portare al collo una campanella.

Probabilmente a questa attività degli Antoniani si deve il fatto che sotto la protezione di sant’Antonio furono posti i maiali e, per estensione, tutti gli animali domestici» (dalla Bibliotheca Sanctorum).

 

Episodi della vita del santo

«Il santo abate Antonio, sedendo nell’eremo, fu colto da accidia e da un annebbiamento di pensieri. A Dio diceva: “Signore, voglio essere salvato, ma i pensieri che ho non me lo permettono. Che fare in questo stato d’angoscia? Come salvarmi?”. Affacciatosi un po’ fuori, Antonio vide uno che gli assomigliava che stava seduto e lavorava. Quando smetteva di lavorare, pregava. Poi tornava a sedere e a intrecciare la corda e, dopo essersi interrotto di nuovo, tornava a pregare: era un angelo del Signore, mandato a correzione e a tutela di Antonio. All’angelo sentì dire: “Fa’ così e sarai salvato”. Egli, avendo inteso, ne trasse molta gioia e un senso di incoraggiamento e, comportandosi allo stesso modo, fu salvato» (dai Detti dei padri del deserto, p. 31, PIEMME 1997).

«Lo stesso abate Antonio, appuntando lo sguardo fin nel profondo dei giudizi di Dio, chiese: “Signore, come è possibile che alcuni muoiano giovani e altri diventino vecchissimi? Perché alcuni faticano per vivere e altri invece si arricchiscono? E perché sono gli ingiusti a diventare ricchi e i giusti al contrario vivono nell’indigenza?”. Una voce arrivò fino a lui che diceva: “Antonio, occupati di te stesso. Questi sono i giudizi di Dio e a te non serve saperli”» (dai Detti dei padri del deserto, pp. 31-32, PIEMME 1997).

«L’abate Antonio disse: “Ho visto tese sulla terra tutte le trappole del Nemico e addolorato ho aggiunto: chi dunque potrà sfuggire ad esse? Allora ho sentito una voce che mi diceva: l’umiltà”» (dai Detti dei padri del deserto, p. 32, PIEMME 1997).

Festività natalizie

Cari genitori, cari ragazzi,

vi avviso che sabato 23 dicembre ci sarà l’incontro di catechesi alle ore 15.30 nei luoghi in cui ci incontriamo ogni sabato. Poi ci saranno le festività natalizie, che vi invito a vivere partecipando alle celebrazioni in parrocchia (qui potete trovare gli orari: http://www.duomoripa.it/2017/12/18/s-natale-2017/)  o in altre chiese, secondo le esigenze di ciascuno!

Vi invito, inoltre, a compiere un gesto di carità (visitare un ammalato, prendersi cura di una persona, aiutare un povero,… ricucire qualche relazione,… dedicare più tempo alla famiglia e in particolare ai bambini e agli anziani,…): ciascuno sa dove può OGGI mettersi al servizio del Bambino di Betlemme nei fratelli e nelle sorelle che ha accanto.

Gli incontri di catechesi per i ragazzi, come potete vedere nell’immagine del calendario, riprenderanno regolarmente sabato 13 gennaio alle ore 15.30 nei luoghi in cui ci incontriamo ogni sabato.

Approfitto dell’occasione per augurarvi Buon Natale e per benedirvi tutti!

don Gian Luca

S. Natale 2017

«Ti prego, Signore Dio:
l’angelo che tu hai mandato
venga di nuovo e ci insegni
come accogliere questo bambino
che nascerà per noi.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria,
che nascerà per noi»
(dalla liturgia ambrosiana)

Cari amici,
vi offro un promemoria sintetico degli orari delle celebrazioni di Natale nella nostra parrocchia.

Domenica 24 dicembre, al termine della messa delle 11.00 in Duomo, ci sarà la Benedizione dei Bambinelli che verranno collocati nei presepi che avete preparato nelle vostre case. Domenica 24 dicembre in Duomo non verrà celebrata la messa delle 17.30.

La messa della notte di Natale (notte tra il 24 e il 25 dicembre) verrà celebrata in Duomo alle ore 24.00.

Lunedì 25 dicembre, Natale del Signore, le celebrazioni si svolgeranno secondo l’orario festivo: 7.30 (S. Pastore), 8.30 (Santa Croce), 9.30 (Duomo), 11.00 (Duomo), 17.30 (Duomo). La messa delle 11.00 in Duomo verrà celebrata dal nostro Vescovo mons. Carlo Bresciani.

Martedì 26 dicembre, memoria di Santo Stefano, la messa verrà celebrata in Duomo alle 17.30.

Negli altri giorni feriali, la messa verrà celebrata alle 17.30 in Duomo.

Sabato 30 dicembre e Domenica 31 dicembre le celebrazioni seguiranno il consueto orario:
Sabato: 17.30 in Duomo
Domenica:  7.30 (S. Pastore), 8.30 (Santa Croce), 9.30 (Duomo), 11.00 (Duomo), 17.30 (Duomo).

Lunedì 1 gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, le celebrazioni seguiranno l’orario festivo: 7.30 (S. Pastore), 8.30 (Santa Croce), 9.30 (Duomo), 11.00 (Duomo), 17.30 (Duomo).

Giovedì 4 gennaio alle ore 17.30 verrà celebrata la messa in Duomo e, subito dopo, inizierà l’Adorazione Eucaristica in occasione del primo giovedì del mese. Come di consueto, alle ore 21.15 vivremo un’ora di Adorazione animata che si concluderà con la Benedizione Eucaristica.

Venerdì 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, la messa vespertina verrà celebrata alle 17.30 in Duomo.

Sabato 6 gennaio, solennità dell’Epifania, le messe verranno celebrate secondo l’orario festivo: 7.30 (S. Pastore), 8.30 (Santa Croce), 9.30 (Duomo), 11.00 (Duomo), 17.30 (Duomo).

Domenica 7 gennaio, le celebrazioni eucaristiche seguiranno l’orario festivo: 7.30 (S. Pastore), 8.30 (Santa Croce), 9.30 (Duomo), 11.00 (Duomo), 17.30 (Duomo).

I preti di solito sono disponibili in chiesa per le confessioni mezz’ora prima di ogni celebrazione eucaristica (feriale o festiva).

Colgo l’occasione per augurare a tutti Buon Natale, anche da parte di don Domenico, padre Aro e don Antonio!

 

don Gian Luca

Solennità della Beata Vergine Maria di Loreto

“Sabato 9 dicembre, vigilia della Solennità della Madonna di Loreto, alle ore 17.30 celebreremo la Messa in Duomo. Dopo la Messa, sosteremo per un momento di preghiera davanti alla tradizionale fochera in onore della Madonna di Loreto in piazza Ascanio Condivi. Naturalmente, sabato 9 dicembre il catechismo è sospeso perché genitori e ragazzi sono invitati a partecipare all’Eucaristia delle 17.30 in Duomo.

Lunedì 11 dicembreSolennità della Madonna di Loretoin Duomo, alle ore 17.00 pregheremo il Rosario e alle ore 17.30 parteciperemo alla Messa presieduta dal nostro Vescovo mons. Carlo Bresciani e concelebrata dai sacerdoti della Vicaria Padre Giovanni dello Spirito Santo (San Benedetto del Tronto). Durante la celebrazione, i pellegrini, provenienti dalla Vicaria Padre Giovanni dello Spirito Santo, offriranno l’olio per la lampada che arde nel Santuario della Madonna di San Giovanni, patrona della nostra Diocesi”.

Estratto dal programma della Novena e Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Novena e Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Novena e Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Parrocchie SS. Gregorio Magno e Niccolò – SS. Benigno e Michele Arcangelo

Cari genitori, cari ragazzi, cari giovani, cari fedeli,

la pace, la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.

Ci stiamo preparando a vivere il Tempo di Avvento e vorrei condividere con voi alcuni momenti importanti per la nostra comunità cristiana. Come sapete, ogni anno celebriamo la novena dell’Immacolata nella Chiesa di San Filippo. Quest’anno la novena ci vede ancora alle prese con l’inagibilità della Chiesa di San Filippo a causa del terremoto. Siamo, dunque, costretti a metterci in cammino verso la Chiesa del Duomo, dove davanti all’immagine della Madonna di San Giovanni ci riuniremo in preghiera ogni sera (a partire da Mercoledì 29 novembre) per prepararci alla Solennità dell’Immacolata Concezione.

 

Al mattino (nei giorni feriali) ci sarà la messa alle 07.15 nella Chiesa di San Pastore (Istituto delle Suore Teresiane).

 

Alla sera, in DUOMO, alle 18.00 pregheremo il Rosario e alle 18.30 celebreremo la S. Messa.

Mi permetto di segnalarvi qualche momento particolarmente importante:

Giovedì 30 novembre la messa delle 18.30 in Duomo verrà celebrata dal nostro Vescovo mons. Carlo Bresciani.

Domenica 3 dicembre le Messe saranno celebrate secondo l’orario festivo: 7.30 (Suore Teresiane), 08.30 (Santa Croce), 09.30 (Duomo), 11.00 (Duomo), 17.30 (Duomo).

Giovedì 7 dicembre dopo la messa delle 18.30 ci sarà l’esposizione Eucaristica e potremo vivere un tempo prolungato di Adorazione Eucaristica fino alle 22.15. Per ciascuno di noi sarà l’occasione per sostare davanti al Signore, guardarlo e lasciarsi guardare e guarire dalla Sua misericordia.

Venerdì 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, le Messe saranno celebrate secondo l’orario festivo (come la Domenica): 7.30 (suore Teresiane), 08.30 (Duomo), 09.30 (Duomo), 11.00 (Duomo), 17.30 (Duomo).

Sabato 9 dicembre, vigilia della Solennità della Madonna di Loreto, alle 17.30 celebreremo la Messa in Duomo. Dopo la Messa, sosteremo per un momento di preghiera davanti alla tradizionale fochera in onore della Madonna di Loreto. Naturalmente, sabato 9 dicembre il catechismo è sospeso perché genitori e ragazzi sono invitati a partecipare all’Eucaristia delle 17.30 in Duomo.

Lunedì 11 dicembre, Solennità della Madonna di Loreto, in Duomo, alle 17.00 pregheremo il Rosario e alle 17.30 parteciperemo alla Messa presieduta dal nostro Vescovo mons. Carlo Bresciani e concelebrata dai sacerdoti della Vicaria Padre Giovanni dello Spirito Santo (San Benedetto del Tronto). Durante la celebrazione, i pellegrini, provenienti dalla Vicaria Padre Giovanni dello Spirito Santo, offriranno l’olio per la lampada che arde nel Santuario della Madonna di San Giovanni, patrona della nostra Diocesi.

Gli appuntamenti sono molti, ciascuno scelga come vivere al meglio questo tempo di grazia che ci viene offerto dal Signore!

Certo che accoglierete con gioia questo semplice invito,

di cuore tutti vi benedico!

 

don Gian Luca

Suor Lucia: “Siete sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere”

Ho ricevuto oggi da alcuni amici che sono andati a trovarla a Loreto un video-messaggio da parte di Suor Lucia che si rivolge ai cittadini di Ripatransone per salutarli e ricordare gli anni trascorsi nella nostra comunità al servizio degli ammalati (nell’ospedale di Ripatransone) e dei più bisognosi. Lo condivido volentieri sul nostro sito parrocchiale! Buona visione!

don Gian Luca

Per scaricare il video, clicca qui sotto:

Un saluto da Suor Lucia

C’è posto per 4, ma anche per 44 gatti!

Il gatto in locandina è giustamente stupito! E forse lo sei anche tu nel trovare sulla bacheca parrocchiale un piccolo foglio A4 che ti costringe ad avvicinarti per vedere cosa dice. Non si impone alla tua vista perché vuole darti il gusto di una caccia al tesoro che richiede intuito, capacità di stupirsi, attenzione ai particolari, occhi vivaci e cuore pronto all’avventura! E tu sei proprio uno di quelli che, come i gatti, a volte danno l’impressione di essere disattenti e addormentati, ma in realtà tengono tutto sotto controllo e non si fanno sfuggire il minimo movimento intorno a loro. Tu sei uno pronto a scattare! Quindi non sto qui a ripeterti quello che hai già letto. Ti fornisco solo qualche altra informazione su ciò che troverai il 16 novembre alle 21.15 in sala Radicioni. Troverai una proposta per te. Sarà l’occasione per conoscersi e condividere qualche tratto del nostro comune cammino di fede. Proveremo a mettere sul tavolo le nostre domande e a cercare insieme le risposte, aiutati da Gesù e da alcuni testimoni che vorranno mettersi in gioco con noi nella nostra ricerca del tesoro nascosto…

Ci vediamo giovedì 16, allora!

don Gian Luca

[Proposta parrocchiale per giovanissimi dal primo al quinto superiore]

La comunità in un cortile

di G. P.

Dopo l’incontro di catechesi, cosa c’è di meglio di una bella merenda? E allora piano piano ci raduniamo nel grande cortile delle suore Teresiane e aspettiamo l’arrivo di tutti i ragazzi e dei genitori.

Si scherza, ci si racconta qualche storia, ci si rincorre qua e là. Due tavolate piene di dolci, pizzette e bibite ci aspettano: ognuno ha portato qualcosa da condividere e il poco di ciascuno, messo in comune, regala a tutti un’abbondanza che fa meraviglia! È sempre così. Lo stiamo imparando anche noi giovani, che ci siamo messi a disposizione con i nostri piccoli talenti e stiamo cercando di fare squadra con i più grandi, di essere come i moschettieri: «Tutti per uno, uno per tutti!».

E quando nella comunità di cui facciamo parte troviamo un esempio negli adulti, ci sentiamo rassicurati: «Anche loro fanno così: vuol dire che è bello così; vuol dire che vale la pena impegnarsi a collaborare. Vuol dire che il gusto di stare insieme non è roba da bambini e non si perde man mano che si cresce».

Essere adulti non vuol dire imparare a fare tutto da soli; ce lo dice anche un calciatore famoso: «Per fare le cose, dovete farle insieme… Aiutatevi sempre l’uno con l’altro all’interno di una squadra» (dalle 14 regole di Johan Cruijff).

Ci stiamo provando, Johan!

Per riuscirci stiamo guardando la squadra più famosa e più forte di tutte: i Dodici discepoli di Gesù! Gesù è il nostro Amico, il nostro unico Maestro!

Dopo la Cresima è stato bello cogliere l’occasione di poter testimoniare in modo semplice la nostra scelta di vita; scoprire che era necessario anche il nostro contributo per far crescere la comunità di cui facciamo parte.

Il momento in cui ho detto il mio «Eccomi!», nel giorno della Cresima, è stato come alzarsi dalla panchina perché il Mister ti chiama a entrare, sentire un intero stadio che ti attende e vedere i tuoi compagni già in campo, pronti a passarti la palla per coinvolgerti nel gioco.

E adesso questa avventura è entusiasmante!

Davvero desidero ringraziare il Signore e la comunità cristiana di cui faccio parte: sabato 4 novembre c’è stato il contributo di tutti per la riuscita della festa. Le suore ci hanno aperto le porte del loro istituto, la Confraternita di Sant’Angelo ci ha offerto le castagne, i ragazzi ci hanno messo la loro allegria, i genitori ci hanno dato fiducia e hanno partecipato offrendoci dolci, pizze, patatine, pop-corn, bibite,… e noi catechisti, giovani e adulti, ci siamo sentiti accompagnati e sostenuti dal don e da tutta la comunità cristiana felicemente raccolta in quel cortile!

[Maggiori informazioni e foto potrete trovarle sul giornalino parrocchiale (Il Cicalino) che uscirà a Natale!]

 

Inizia il catechismo!!!

di un ragazzo dell’oratorio

 

Finalmente inizia il catechismo!

Quest’anno proprio ne sentivo la mancanza. Col passare dei giorni cresceva il mio desiderio di rivedere gli amici con cui avevo vissuto l’oratorio estivo e il campo-scuola. Ogni volta che incontravo il don in piazza gli chiedevo: «Quando ricomincia il catechismo?». La risposta era sempre la stessa: «Presto!».

Ma il tempo passava e la risposta del don mi ricordava le lunghe escursioni in montagna; dopo la prima ora di cammino, cominciavo a chiedere agli educatori: «Quanto manca?». E loro mi rispondevano sempre: «Manca poco; arriveremo presto». Insomma, questo «presto» del don non arrivava mai…

Sabato 14 ottobre ci siamo incontrati in Duomo per la messa di inizio anno. Eravamo tanti ragazzi e con noi c’erano anche i nostri genitori. La messa mi è sembrata diversa dal solito: era molto bello ritrovarsi insieme a pregare. Aiutati dal coro e dai nostri catechisti, ci siamo sentiti parte di una grande famiglia e ci siamo accorti di come è bello poter contare sull’amicizia e sulla generosità di tante persone che ci vogliono bene.

Dopo la messa, il don ci ha chiesto di restare qualche minuto in chiesa per alcune comunicazioni. Prima di tutto ha raccomandato ai nostri genitori di prendersi cura della nostra fede accompagnandoci la Domenica a messa e il Sabato all’incontro di catechismo; poi ha consegnato a ogni famiglia la lettera pastorale del Vescovo, in cui veniamo incoraggiati a raccontare agli altri la nostra fede.

Anch’io sto vivendo un cammino di fede: mi sto preparando a ricevere la cresima. Devo ancora imparare molte cose, ma sono proprio contento quando posso raccontare ai miei fratellini più piccoli l’esperienza di amicizia con Gesù che sto vivendo.

Infine don Gian Luca ci ha spiegato che gli incontri di catechesi si svolgeranno il Sabato alle 15.30. I gruppi dalla prima elementare alla prima media vivranno il loro incontro nelle stanze messe a disposizione dalle Suore Teresiane (piazzale A. Cellini), mentre i ragazzi di seconda media si incontreranno in sala Radicioni (piazza A. Condivi), sempre alle 15.30 del Sabato.

Bene! Dopo avervi comunicato la mia gioia, non mi resta che darvi appuntamento a Sabato prossimo, sicuro che anche voi avrete tanta voglia di stare insieme e di cominciare con entusiasmo questo nuovo anno!

Oratorio in festa!!!

Quando il Don ieri pomeriggio mi ha chiesto di scrivere un articolo sulla festa di “fine catechismo”, gli ho risposto scherzando che lo avrei fatto quando mi fosse giunta l’ispirazione. Poi stamattina leggo: «Le grandi opere si fanno insieme a Dio, con il suo sostegno, con il suo sorriso. Da soli riusciamo a fare cose piccole, cose mediocri, cose destinate a non durare» (don Fabio Rosini). Eccola l’ispirazione!

Il cielo limpido e azzurro, il sole splendente, un leggero venticello, lo sterminato prato verde, poi 80 bambini e ragazzi, i giovani educatori/catechisti, tanti papà, tante mamme e… il Don: ecco a voi “una grande opera”. Il sorriso di Dio si è mescolato con  i nostri sorrisi e le nostre grida festose e abbiamo realizzato insieme qualcosa di meraviglioso e stupefacente.

Questa è stata la festa di chiusura dell’anno catechistico, sabato 27 maggio al campo sportivo della Petrella. Dalle 15.30 in poi il prato si è riempito di bambini e ragazzi che, divisi in squadre, hanno partecipato ai giochi organizzati dai giovani educatori, sotto la super attenta visione del Don.

Nel frattempo le mamme preparavano la merenda: una lunga tavolata ricca di buonissime e sfiziose “tentazioni” dolci e salate, accompagnate da bibite di ogni tipo.

Pregare, giocare, mangiare, ridere, scherzare, scambiare quattro chiacchiere, litigare e fare pace, gareggiare con grinta per far vincere la propria squadra: questo abbiamo vissuto ieri pomeriggio tutti insieme.

Sicuramente un merito particolare va riconosciuto ai nostri giovani educatori che, nonostante gli esami imminenti, le ultime verifiche scolastiche e gli impegni di lavoro, nonostante il sabato sia per loro l’unico giorno di svago, hanno preferito dedicare il loro tempo con gioia e passione ai più piccoli della parrocchia.

«I giovani hanno una bellezza interna strepitosa, hanno una straordinaria voglia di vivere, ma va concessa loro l’opportunità di esprimersi dandogli credito. Se viene fatto questo loro volano» (don Fabio Rosini).

Grazie ragazzi e grazie a don Gian Luca che vi ha scoperti e che crede in voi!

 

                                     Nada Verdecchia